Gli amministratori devono andare a scuola.

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Pensare di essere capaci di occuparsi di qualsiasi argomento è un difetto di ingenua presunzione che caratterizza gran parte della nostra gente. Tale presunzione si accentua nel momento in cui si viene eletti per amministrare e ne vediamo continuamente la dimostrazione.

Come molti si sentono esperti di calcio ed in grado di fare meglio degli allenatori ufficiali, così molti sono convinti di avere le soluzioni decisive ai problemi che affliggono la comunità locale e magari anche quella internazionale.

Il paese viene ridotto così ad un grande condominio in cui tutti sono scontenti, danno la colpa agli altri per le cose che non funzionano e si sentono in grado di risolvere i problemi con poche, ma efficaci mosse, a cui chi amministra non pensa mai.

In realtà questa presunzione nasconde una profonda ignoranza ed un sostanziale disimpegno.

Sarebbe necessario che chi si candida ad amministrare facesse un percorso di formazione istruendosi sui principali argomenti che caratterizzano la realtà collettiva di ogni paese.

In passato i partiti facevano formazione politica ai loro tesserati insegnando più come districarsi nel sistema amministrativo che come affrontare i problemi veri.

Rifiuti, acquedotto, fognatura, edilizia, viabilità, ambiente naturale, assistenza, scuola, patrimonio storico e culturale, sono tutti argomenti su cui non si può improvvisare e per la cui gestione è necessaria una adeguata conoscenza.

Dovrebbe essere obbligatorio per chi vuole candidarsi arrivare alle elezioni dopo essere andato di nuovo a scuola e conseguire una formazione sui temi specifici che incontrerà una volta eletto. Questa formazione dovrebbe obbligatoriamente proseguire anche durante il periodo amministrativo e dovrebbe riguardare indifferentemente maggioranza e opposizione.

Naturalmente questa formazione dovrebbe essere aperta anche a tutti gli altri cittadini che vogliono capire e partecipare.

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